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Dom, Ago

Il Governo si è dimenticato del Sud

Il Governo si è dimenticato del Sud

Interviste

Intervista al segretario nazionale aggiunto della Uil: Pierpaolo Bombardieri. "Il presidente dello Svimez paventa un rischio per l'unità nazionale, qualora passasse 'il regionalismo differenziato' voluto sia dalla destra che dalla sinistra? Come sindacato siamo pronti alla mobilitazione sociale"

Segretario, qual è il suo giudizio sull’azione del governo gialloverde?
“Come Uil abbiamo più volte denunciato le incongruenze logiche dell’Esecutivo. Manca una visione d’insieme, un’idea complessiva di sviluppo economico. Il Paese arranca. Aumenta la povertà, s’incrementano le diseguaglianze…”.
Il Sud sembra non rientrare nell’orizzonte programmatico di Palazzo Chigi.
“E’ proprio così. Il Mezzogiorno è stato depennato dall’agenda di Governo. Ha senso continuare a parlare di una sola Italia, considerate le crescenti e macroscopiche divergenze tra le due aree della nazione?”
Il presidente dello Svimez, Adriano Giannola, in una recente intervista concessa alla rivista Limes, paventa rischi per l’unità nazionale nel prossimo futuro. Definisce il proposito di un regionalismo differenziato, o a geometria variabile che dir si voglia, nient’altro che “un suicidio istituzionale”.
“Concordo con Giannola. Stiamo giocando con il fuoco e voltiamo, in modo incosciente, la testa dall’altra parte. Il disegno di Lombardia e Veneto è dichiaratamente secessionista. La sanità e la scuola, che come comparti già risentono di enormi differenze tra la Calabria e la Lombardia, la Puglia e l’Emilia Romagna, apparterranno sempre più a mondi diversi. Sta prevalendo un dualismo egoistico, l’accettazione di una democrazia dedita al profitto più che alla rappresentatività. Spiace che a questa idiozia lavori la destra e, prima di essa, abbia contribuito la sinistra con il Governo Gentiloni”.
Si è persa traccia del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo): una misura straordinaria per rilanciare l’economia, e l’offerta infrastrutturale, del capoluogo jonico e della sua provincia.
“Mi spiace per Taranto, ma credo che del Cis non se ne farà più nulla. Non ci sono i soldi, stiamo parlando di un contenitore che sembrerebbe essere vuoto. Spero di sbagliarmi, chiaramente. La pessima congiuntura economica, il disinteresse di questo governo per il Sud e le sue problematiche ataviche, l’assenza di una politica meridionalista, rendono il quadro molto desolante. Come sindacato saremo vigili, utilizzeremo gli strumenti che la legge ci attribuisce: il confronto democratico e, se fosse necessario, anche la mobilitazione sociale”.