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Gio, Nov

S.O.S. SCUOLA

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Interviste

Intervista al segretario generale dello Snals Elvira Serafini. Focus sui problemi della scuola italiana stavolta dal punto di vista di coloro chiamati ad amministrarla. Quali gli iter e gli strumenti a disposizione di chi è pronto ad entrare a far parte del sistema di istruzione

Stabilizzazione dei docenti precari, rinnovo del contratto e avvio dei concorsi ordinari e straordinari. Sono solo alcuni degli obiettivi che la professoressa Elvira Serafini, segretario generale dello Snals (Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Scuola), auspica di raggiungere nel più breve tempo possibile. Secondo il suo punto di vista, attualmente la scuola italiana sta vivendo un periodo difficile, aggravato dall’attuazione della quota 100, con la presenza di graduatorie per varie classi di concorso esaurite che non permettono un corretto ricambio dei docenti.

Divenuta segretario generale nel 2017, la Professoressa Serafini fin da subito si è battuta per il rinnovo contrattuale, scaduto nel dicembre 2018, cercando di ottenere un aumento salariale e raggiungere i livelli europei. Infine, ritiene abbastanza soddisfacente l’Intesa del primo ottobre, firmato con le altre sigle sindacali e il ministro Fioramonti, riguardante la stabilizzazione di 24000 insegnanti precari. L’Intesa prevede un concorso, oltre a quello ordinario, riservato per tutti coloro che hanno tre anni di servizio nella scuola secondaria, di cui uno sulla classe di concorso per la quale dovranno partecipare.

Il sindacato ha poi raggiunto un traguardo importante per il concorso dei facenti funzioni, ovvero quegli assistenti amministrativi che per almeno tre anni hanno sostituito i DSGA, direttori dei servizi generali e amministrativi, che avranno la possibilità di partecipare ad un percorso agevolato per la progressione all’area del DSGA. Nel suo complesso la scuola ha molteplici difficoltà da dover superare, partendo dai docenti che hanno il difficile compito di formare culturalmente e umanamente le nuove generazioni di studenti, che saranno i cittadini del futuro. Per questo è necessario che la politica comprenda l’importanza di questo delicato compito ritornando a investire nel comparto dell’istruzione, dalla scuola all’università e alla ricerca.

Come valuta la situazione della scuola?

La scuola sta vivendo un periodo davvero drammatico, in quanto la quota 100 ha peggiorato una situazione già critica. Abbiamo tante classi di concorso le cui graduatorie sono esaurite. La scuola è in crisi a tal punto che in Italia settentrionale alcune istituzioni scolastiche hanno avuto difficoltà a coprire tutte le cattedre.

Oggi ci troviamo di fronte a 155 mila cattedre vuote da coprire con docenti di prima, seconda o terza fascia d’istituto. Al loro esaurimento si passa alle MAD, ovvero a coloro che hanno chiesto la messa a disposizione. Per esempio, in Lombardia abbiamo 13 mila cattedre libere e tra queste troviamo cattedre di sostegno, per cui sono necessari docenti con un titolo di specializzazione, anch’esse coperte con le MAD, che non hanno la necessaria formazione e specializzazione.

Il primo ottobre è stato siglato a Roma l’accordo per la stabilizzazione di 24 mila insegnanti precari. Ha riscontrato differenze rispetto al precedente governo?

L’accordo che avevamo firmato con il Premier Conte e il Ministro Bussetti prevedeva un ventaglio di situazioni migliorative per il precariato, per la regionalizzazione, per il personale ATA, per i dottori di ricerca e per i docenti che si identificano con il termine “ingabbiati”. Oggi abbiamo un nuovo accordo che prevede un concorso straordinario abilitante per i docenti precari. Inoltre abbiamo rinviato ai tavoli tecnici e ai futuri tavoli politici, una serie di altre questioni. Un confronto? Diciamo che i due accordi sono molto diversi. Con quello del primo ottobre abbiamo perso qualcosa e ottenuto qualcos’altro.

Il Miur è al lavoro per bandire nuovi concorsi. A chi sono rivolti e quali sono i criteri per la selezione?

Contestualmente al concorso straordinario per la stabilizzazione di 24000 precari dovrà essere bandito un concorso ordinario per tutti i precari in possesso del titolo di studio e dell’abilitazione oppure titolo di studio e 24 CFU. Aspettiamo, secondo l’impegno del ministro nell’Intesa un concorso per il conseguimento dell’abilitazione per docenti già in servizio anche in altri ordini e gradi di scuola statale e paritaria. Auspichiamo tempi brevi. Il disegno di legge collegato alla finanziaria ci porterebbe molto avanti nel tempo, con grave ricaduta sul prossimo anno scolastico 2020-2021. Abbiamo poi ottenuto un risultato importante per il concorso dei facenti funzione, cioè degli assistenti amministrativi che hanno svolto nell’arco dei tre anni la sostituzione dei DSGA, che avranno un percorso agevolato per la progressione all’area del DSGA.

Uno dei vostri obiettivi è il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto nel 2018.

Dal punto di vista normativo la piattaforma Snals-Confsal è atipica ed alternativa. Atipica nella sua configurazione. Esula dalla mera rivendicazione ed individua nel mondo politico e nelle rappresentanze sociali gli interlocutori per fare del nuovo contratto un fattore di innovazione e di ammodernamento degli Enti pubblici e delle Istituzioni di Comparto.

Alternativa, per le sue finalità. Consegna il sistema delle relazioni sindacali ad un nuovo dialogo sociale, fondato sulla partecipazione consapevole alle decisioni con il contributo attivo di Governo e parti sociali e relativa assunzione di responsabilità. Dal punto di vista economico occorre con urgenza porre rimedio all’ormai penosa questione del riconoscimento economico del personale del Comparto attraverso il progressivo allineamento degli stipendi ai corrispondenti livelli medi dell’UE.

Necessario l’aumento retributivo per tutto il personale, che non solo faccia recuperare il perduto potere di acquisto ma che dimostri la precisa volontà politica di valorizzare tutto il personale. Dunque, prioritariamente tutti gli aumenti devono incrementare la retribuzione tabellare. Sappiamo che questo è difficile a causa della situazione finanziaria molto critica e siamo fortemente preoccupati perché da quanto trapela sulla legge di bilancio non si vede un miglioramento per tutto il nostro comparto. Pertanto siamo delusi, e speriamo che nei prossimi giorni ci siano novità favorevoli sulle risorse destinate al rinnovo contrattuale per tutto il comparto istruzione, università, ricerca e Afam.

In queste settimane si è parlato dei Pas per regolarizzare la posizione degli ammessi in graduatoria con riserva.

Il nuovo Ministro non vuol sentir parlare di PAS e di TFA. Di conseguenza si parla di un concorso per conseguire l’abilitazione docenti. I primi 24000 risulteranno vincitori, saranno ammessi all’anno di formazione e subito stabilizzati. Invece per chi supererà comunque lo scritto con una valutazione di sette decimi, ma non sarà tra i vincitori, potrà conseguire l’abilitazione dopo il superamento di una prova orale, in cui sarà chiamato a dimostrare di saper progettare e condurre una lezione. La Commissione sarà composta dal Comitato di valutazione dell’istituto e da un commissario esterno. La prova scritta sicuramente sarà al computer.

Cosa può dirmi in merito all’autonomia differenziata già affrontata già nel precedente esecutivo.

Abbiamo lottato con tutte le nostre forze e in tutti i modi con il vecchio governo. L’autonomia differenziata ci vede assolutamente contrari perché noi vogliamo un sistema d’istruzione che assicuri a tutti le stesse opportunità, da Lampedusa al Trentino. Proprio per questo, chiediamo che sia migliorato il sistema istruzione proprio nel Mezzogiorno, dove ci sono tante carenze di servizi. La contrarietà del Ministro sull’autonomia differenziata è stata espressa negli incontri politici con le OO.SS. Sarà dalla nostra parte e cercherà di difendere l’unità nazionale da qualsiasi attacco che potrebbe venire da altre forze politiche.

Cosa pensa delle proposte del ministro Fioramonti?

Ci hanno un po’ sorpreso, parlando di risorse per la scuola provenienti dall’aumento del prezzo delle merendine e delle bevande zuccherate. E’ una persona che si interessa in modo particolare del mondo dell’università e della ricerca, mondo al quale appartiene, essendo un professore universitario, e sta facendo grandi sforzi per entrare nelle problematiche dell’istruzione e della scuola. Vedremo come andrà, siamo solo all’inizio del suo mandato. Siamo in attesa di vedere come evolverà il pensiero politico del nuovo ministro.