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Mar, Set

Emissioni stabilimento, i cittadini depositano esposto in Procura

Emissioni stabilimento, i cittadini depositano esposto in Procura

Ambiente

All’indomani della denuncia di un forte odore di gas avvertito nei quartieri Tamburi e Paolo VI, gli attivisti Angelo Di Ponzio, Angelo Pizzo e Luciano Manna si mobilitano. “Chiediamo alla Procura di rilevare l’eventuale responsabilità degli enti”

I cittadini si mobilitano e dalle parole passano ai fatti. Cosi che Angelo Di Ponzio (papà di Giorgio, il 15enne morto di cancro a Taranto) Angelo Pizzo e Luciano Manna già esponente di Peacelink e voce di VeraLeaks, hanno depositato questa mattina presso gli uffici della Procura della Repubblica jonica un esposto a integrazione del precedente del 26 giugno scorso “Con il veleno nel sangue e il cuore in mano” il quale, lo ricordiamo, raccolse la sottoscrizione di 6000 firme di cittadini. “Agli organi di informazione chiediamo di non attribuire questa azione e le precedenti ai soli soggetti ambientalisti. – spiegano i tre -  Queste azioni sono condotte da cittadini che difendono i loro diritti. La questione ambientale a Taranto coinvolge tutti i cittadini e ognuno ha il dovere di reagire”.

Obiettivo comune è “focalizzare l'attenzione sulle emissioni registrate nei mesi di luglio ed agosto negli impianti della cokeria dello stabilimento ArcelorMittal”. “Il precedente esposto raccoglieva le evidenze delle emissioni di tutti gli impianti dell'area a caldo sino al mese di giugno. – aggiungono - Riteniamo che le emissioni anomale delle cokerie siano la fonte dell'ondata di gas che ha investito i quartieri Paolo VI, Tamburi e Città Vecchia, sino a limitare la normale vita dei cittadini, il 20 agosto e nei giorni successivi. Nell'esposto, oltre a chiedere alla Procura di procedere nei confronti dei responsabili, abbiamo chiesto di rilevare le responsabilità degli enti”.

A tal fine gli attivisti fanno appello al sindaco Melucci perché “adempia ai propri doveri” come tutore della salute pubblica. “Per tutelare i cittadini da queste palesi violazioni dei Diritti dell'Uomo – concludono - servono atti decisi, coraggiosi e che richiedono incisività politica ed istituzionale”.