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Lun, Ott

Un teschio con le polveri dell'Ilva al ministro Bellanova

Un teschio con le polveri dell'Ilva al ministro Bellanova

Ambiente

Il quadro consegnato da due mamme riunite sotto la sigla "Mamme no Dioxin" al ministro dell’Agricoltura in occasione del dibattito organizzato dalla Fiom Taranto. “Nessun diritto di pensare che Mittal corrompa una persona come me”- ha replicato il ministro

Un “regalo” inaspettato quello consegnato al ministro per l’Agricoltura, Teresa Bellanova, da parte della tarantina Carla Luccarelli, mamma di Giorgio Di Ponzio, il povero 15 enne scomparso lo scorso gennaio per un sarcoma. Il dono in questione, un quadro con un teschio nero realizzato con la polvere di minerale raccolta dalle mamme, riunte sotto la sigla "Mamme no Dioxin", deve aver stupito non poco il neo ministro che di recente in un suo intervento a Ginosa aveva additato il siderurgico jonico come imprescindibile per l’economia nazionale. L’occasione è stata il dibattito organizzato dalla Fiom jonica alla presenza di numerosi esponenti politici e rappresentanti sindacali, tra cui lo stesso segretario generale Fiom Francesca Re David.

La donna ha incoraggiato il ministro ad osservare la “cappa sulla città”. “E’ l’aria che ha ha ucciso mio figlio, venuto a mancare per colpa della diossina”. Ha spiegato. “Sono arrabbiata – ha aggiunto - per i 12 decreti salva –Ilva”.  Un’altra mamma avrebbe invece additato il gruppo Mittal, riferendosi al recente docufilm proiettato proprio nei pressi del cimitero San Brunone, dal quale si evincerebbe la capacità dell’azienda di “entrare nei governi e corromperli”. “Non credo - ha replicato Bellanova - di aver fatto scelte che hanno procurato danno alle persone. Lei può pensare tutto quello che crede di Mittal” ma “non ha il diritto di pensare che Mittal corrompe una persona come me”.