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Gio, Dic

SCU. “Pizzini” dal carcere

SCU. “Pizzini” dal carcere

Cronaca

Dal carcere di Prato il boss impartiva ordini, riusciva a relazionarsi con componenti di spicco dell'associazione in libertà, controllava gli equilibri e finanche gestiva il guadagno delle attività illecite. Eseguiti 31 provvedimenti cautelari a Lizzano, Faggiano, Torricella, Sava, Maruggio, Prato, Rimini, Caltagirone e Milano

Trentuno misure cautelari (22 ordinanze di custodia in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 5 misure di sottoposizione all’obbligo di dimora nel Comune di residenza e di presentazione alla P.G.) eseguite nei Comuni di Lizzano, Faggiano, Torricella, Sava, Maruggio, Prato, Rimini, Caltagirone e Milano; 26 (già 27, poiché uno dei provvedimenti riguarda un soggetto deceduto) emessi dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della D.D.A. del medesimo capoluogo (Operazione “Mercurio”); 5 emessi dal GIP del Tribunale del Capoluogo Jonico su richiesta della locale Procura della Repubblica (Operazione “Satellite”).
I soggetti raggiunti dal provvedimento sono ritenuti responsabili a vario titolo di  associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico di stupefacenti, alla spendita di banconote false nonché alla commissione di estorsioni con metodi mafiosi fra cui atti incendiari ai danni di stabilimenti balneari e di altre attività commerciali di Lizzano; detenzione e porto di armi comuni da sparo e armi clandestine, rapina e lesioni personali.
L’attività d’indagine, convenzionalmente denominata Mercurio è stata avviata nel Gennaio 2016 mediante indagini tecniche nei confronti di alcuni soggetti tratti in arresto per spaccio di eroina, cocaina e hashish, all’interno di un noto Bar di Lizzano, ha consentito di certificare l’esistenza di un sodalizio criminoso organizzato, inquadrato nella più nota associazione mafiosa denominata Sacra Corona Unita e, in particolare, l’operatività di una compagine malavitosa già facente capo ai boss LOCOROTONDO Francesco, CAGNAZZO Giovanni Giuliano e CAGNAZZO Cataldo, della quale gli indagati hanno proseguito l’azione criminale mutuandone metodi, scopi e attività e avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e dalla condizione di assoggettamento ed omertà.
L’organizzazione, prevalentemente dedita al traffico di stupefacenti e all’imposizione del “pizzo” in danno di esercizi commerciali di Lizzano con metodi tipicamente mafiosi, fra cui atti incendiari commessi con bottiglie molotov, era capeggiata da CAGNAZZO Giovanni Giuliano, ristretto nella Casa Circondariale di Prato, il quale sovrintendeva alle attività delittuose del gruppo impartendo ordini e direttive ai sodali in libertà con la tecnica dei  c.d. pizzini, che faceva recapitare all’esterno della struttura carceraria attraverso SCHINAI Maria, anche lei arrestata oggi, compagna di SCORRANO Angelo, ritenuto fra gli elementi chiave del gruppo criminale. Il boss, in tal modo  si relazionava con SCURRANO Pasquale e SCORRANO Alessandro, ritenuti organizzatori, promotori e figure di spicco della compagine malavitosa; vigilava sugli equilibri interni ed esterni al gruppo dando il proprio consenso all’affiliazione di nuovi adepti;percepiva e amministrava regolarmente i guadagni derivanti dallo svolgimento delle attività delittuose.
Particolarmente degna di nota è l’affiliazione al gruppo criminale del pregiudicato ZECCA Antonello, già appartenente ad altro sodalizio operante sul territorio, cui era stata demandata, su espressa indicazione di CAGNAZZO, la gestione operativa del racket delle estorsioni ai danni dei titolari degli stabilimenti balneari della litoranea Jonica. A carico del predetto emergevano gravi indizi di colpevolezza circa gli incendi appiccati nell’estate 2016 in danno dei Lidi  “La Spiaggetta”, “Bahia del Sol” e “Onda Blu”, e in relazione a un  tentativo di estorsione perpetrato nei confronti del gestore dello stabilimento denominato “L’Ultima Spiaggia”.
Meritano altresì particolare menzione, per spessore criminale e responsabilità operative in seno alla struttura delinquenziale, anche le figure dei seguenti arrestati BIANCHINI Costantino, gestore del traffico delle banconote false, individuate in diverse migliaia di Euro, il cui profitto andava a sostenere economicamente il mantenimento in vita del gruppo criminale stesso; SCORRANO Alessandro, promotore, organizzatore e coordinatore di tutte le squadre di pushers operanti sui territori di Lizzano, Faggiano, Torricella, Sava e Maruggio; ogni squadra aveva un referente e si occupava dello spaccio al minuto di cocaina, eroina, metadone ed hashish; GUALANO Francesco, detto Franco, pregiudicato lizzanese, responsabile dell’approvvigionamento all’ingrosso dello stupefacente.
Il ricavato illecito veniva in parte destinato alle spese di giustizia sostenute dagli affiliati ristretti, in parte destinato al mantenimento delle loro famiglie e in parte per retribuire i pushers, alcuni dei quali letteralmente assunti “a libro paga” con un contributo mensile pari a circa sei o settecento Euro.
Sequestrati circa 700 grammi di stupefacente di vario genere (hashish, cocaina, eroina), banconote false e munizioni per armi comuni da sparo. 
 

 
In carcere Operazione “Mercurio”:
1. BERNARDI Graziano, ventiseienne di Torricella;
2. BIANCHINI Costantino, trentanovenne di Lizzano;
3. BIANCO Gregorio, trentunenne di Lizzano;
4. CAGNAZZO Giovanni Giuliano, sessantacinquenne di Lizzano;
5. CAVALLO Angelo Antonio, quarantaquattrenne di Maruggio;
6. CONVERTINI Alfonso, quarantaduenne di Lizzano;
7. DI PUNZIO Alessandro, ventiduenne di Lizzano;
8. DI PUNZIO Vito, venticinquenne di Lizzano;
9. FIORINO Gianfranco, trentaduenne di Lizzano;
10. GUALANO Francesco, cinquantaseienne di Lizzano;
11. PETRAROLI Ubaldo, trentaquattrenne di Lizzano;
12. PETRONELLI Andrea, trentaduenne di Lizzano;
13. PULIERI Francesco, trentacinquenne di Faggiano;
14. RIZZO Giuseppe, ventottenne di Lizzano;
15. RUSSO Pietro Fortunato, ventitreenne di Sava;
16. SCORRANO Alessandro, trentunenne di Lizzano;
17. SCURRANO Pasquale, cinquantaduenne di Lizzano;
18. SUMMA Alessandro, trentatreenne di Maruggio;
19. ZECCA Antonello, quarantenne di Lizzano
 
Agli arresti domiciliari Operazione “Mercurio”:
1. SCHINAI Maria, quarantatreenne di Lizzano;
2. ARMENTI Giuseppe, quarantasettenne di Lizzano
  
In carcere Operazione “Satellite”:
1. ANTONUCCI Salvatore, trentacinquenne di Torricella;
2. CALASSO Giuseppe Valentino, ventottenne di Lizzano;
3. MOTOLESE Giuseppe, trentenne di Lizzano
 
Agli arresti domiciliari Operazione “Satellite”:
1. CARRIERI Antonio, trentanovenne di Lizzano;
2. VOCALE Emanuele, ventisettenne di Lizzano.
 

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