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Gio, Nov

Operazione "Babà": 3 arresti

Operazione "Babà": 3 arresti

Cronaca

Spaccio: i Carabinieri della Compagnia di Martina Franca hanno eseguito questa mattina l'ordinanza di custodia cautelare in carcere

I Carabinieri della Sezione Operativa del NOR. della Compagnia di Martina Franca hanno dato esecuzione nei Comuni di Martina Franca, Alberobello (BA) e Montesilvano (PE) ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Taranto, Dott. Benedetto RUBERTO su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il medesimo Tribunale, Dr.ssa Ida PERRONE, nei confronti di Martino Basta, 35enne di Martina Franca, attualmente domiciliato ad Alberobello, Patrizio Digiuseppe, 48enne di Martina Franca e Giuseppe Desilvio, 52enne domiciliato a Montesilvano, ritenuti responsabili di concorso in detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Basta e Digiuseppe sono stati condotti nel carcere di Taranto; Desilvio nella casa circondariale di Pescara.
L'attività investigativa è stata avviata dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Martina Franca in seguito all'arresto effettuato dai militari, il 24 febbraio 2018 quando, a seguito di una perquisizione domiciliare presso l'abitazione del Basta, vennero rinvenuti 70 grammi di hashish, materiale per il confezionamento delle dosi, 4 bilancini di precisione, 60 grammi mannite, sostanza utilizzata per il taglio dello stupefacente, e la somma in contante 215 euro, suddivisa in banconote di vario taglio, sottoposta a sequestro in quanto ritenuta provento dell'attività di spaccio.
Nella circostanza i militari procedettero all'arresto del suddetto 35enne e di un 38enne di Martina Franca trovato in sua compagnia all'interno dell'abitazione.
Le successive indagini, avviate anche attraverso attività tecnica, hanno permesso di far luce sul contesto criminoso nel quale il 35enne era inserito, ossia un ambiente nel quale l'attività di spaccio delle sostanze stupefacenti era concepito come regolare attività lavorativa.
In dettaglio, quindi, l'attività investigativa ha consentito di far emergere la figura dei soggetti quali persone dedite da tempo al traffico di sostanze stupefacenti, con un'adeguata cerchia di collaboratori sia in ambito famigliare sia extra famigliare; di documentare un'attività di spaccio caratterizzata dall'approvvigionamento e quindi alla conseguente immissione dello stupefacente nel Comune della Valle D'Itria; di mettere in risalto come la descritta attività illecita fosse concepita dagli indagati come una vera e propria fonte di sostentamento.
I gravi indizi raccolti, la continuità nelle attività illecite, nonché il ricorso ad un linguaggio esplicito e quasi mai criptico per definire lo stupefacente, hanno indotto il G.I.P. ad emettere l'odierna l'ordinanza. L'attività è stata convenzionalmente denominata "Babà" in quanto era il termine utilizzato in alcune conversazioni intercettate per indicare lo stupefacente.

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