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Ven, Ott

AM. Incontro al Mise: Usb non firma

AM. Incontro al Mise: Usb non firma

Attualità

L'incontro di ieri si è svolto in un'atmosfera surreale per Sergio Bellavita e Francesco Rizzo. L'Unione Sindacale di Base ribadisce: “Non ci sono le condizioni per tenere aperta la fabbrica”

“Un verbale infarcito di tanti buoni propositi ma nessun impegno concreto se si eccettuano l'istituzione di una Task Force, incontri settimanali con la RSU e la possibilità di un presidio all'interno dello stabilimento degli organismi ispettivi sulla salute e la sicurezza.  Era più che lecito attendersi, l'elaborazione di un piano straordinario di manutenzione con risorse aggiuntive a quelle previste dal piano industriale. Così non è, arcelormittal ha esordito denunciando un clima pesante nei suoi confronti, denunciando un complotto ai suoi danni e minacciando per l'ennesima volta l'abbandono dell'investimento se tutti i soggetti interessati non si fossero raccolti intorno alla multinazionale”.   

Sergio Bellavita, USB nazionale, e Francesco Rizzo, USB Taranto, definiscono il comunicato dell'amministratore delegato di arcelormittal diramato durante l'incontro al ministero “uno schiaffo violento al governo e ai sindacati "responsabili", ovvero Fim Fiom Uilm, nonostante gli stessi avessero sospeso già venerdì sera lo sciopero a oltranza. La verità è che la multinazionale dell'acciaio ha sospeso di fatto ogni investimento sugli impianti e sta mantenendo solo gli impegni in riferimento all'applicazione dell'Aia”.
I coordinatori di Usb evidenziano un fatto piuttosto rilevante: “Arcelormittal Italia ha di fatto estromesso dallo stabilimento Il 55% dei manutentori, ovvero di coloro che sono preposti direttamente agli interventi di natura ordinaria e straordinaria sugli impianti e le attrezzature.  Così come è stato manomesso pesantemente il sistema degli appalti interni”. 

Usb riferisce di un'atmosfera surreale al Ministero Sviluppo Economico “con un'azienda che dichiarava di essere perfettamente in linea con gli impegni assunti e con il governo e Fim Fiom Uilm che inutilmente chiedevano di confermare le promesse di impegni non rispettati”. 

Per l'Usb, che non ha sottoscritto il verbale di incontro, non ci sono più le condizioni minime di sicurezza  per tenere aperto lo stabilimento. “Occorre pertanto agire quanto prima per costruire un'alternativa reale per Taranto e per i lavoratori dell'ex gruppo Ilva”.

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