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Ven, Dic

Ctp-Amat. Bitetti “La responsabilità non è del Comune”

Ctp-Amat. Bitetti “La responsabilità non è del Comune”

Attualità

Il Consigliere comunale e provinciale, in merito al servizio di trasporto riguardante le linee 4, 14 e 16, ricostruisce la vicenda e indica l’obiettivo principale: zero esuberi. Aggiunge inoltre: "Comune e Amat le hanno provate tutte”

Il Consigliere comunale e provinciale, Piero Bitetti, ricostruisce la vicenda: “Tutto nasce nel 2013 quando il Cotrap-AMAT sottoscriveva con il Ctp un contratto di subaffidamento di tre linee, rispettivamente la 4, la 14 e la 16, che interessavano ed ancora oggi interessano i comuni di Statte e Leporano. Obiettivo: garantire il servizio pubblico che consente il collegamenti tra la città capoluogo e due importanti comunità. Il suddetto accordo prevedeva dettagliatamente le modalità di espletamento del servizio ed i relativi corrispettivi.
Nel mese di ottobre 2018 il Ctp richiedeva un aumento del corrispettivo fino a 1,95 euro per chilometro. Richiesta che Amat non poteva evidentemente accettare in quanto non solo non contrattualmente previsto, ma anche non conforme ad altri servizi simili a quelli previsti nel 2013. Nonostante il disappunto, l’Amat si dichiarava disponibile ad una verifica dei parametri di gestione da porre alla base di una eventuale rideterminazione del corrispettivo. Dopo qualche mese, e più precisamente il 21 giugno, il CTP proponeva, previo passaggio in assemblea dei soci, un ulteriore importo del corrispettivo pari ad € 2,10/km, intimando l’interruzione del servizio già al 31 luglio. Nello stesso mese di luglio, dinanzi al Prefetto, al solo fine di evitare una interruzione del pubblico servizio, AMAT acconsentiva a corrispondere la cifra richiesta sino alla data del 30 settembre, dunque per un’altra settimana ancora. Amat, società per azioni, accettava di reinternalizzare il servizio, ritenuto non più conveniente dal Ctp, a far data dal primo di ottobre, mettendo in essere un importante piano di investimenti per l’acquisto di mezzi, sempre al fine di non interrompere il servizio. E’ bene ricordare che trattasi di un servizio che ha come scadenza il 30 giugno 2020 quando si procederà all'assegnazione tramite un bando di gara. A fronte di questa situazione, il Comune di Taranto non solo non si è sottratto al suo ruolo ma il sindaco, venendo incontro alle richieste del Ctp, si è anche fatto garante di un nuovo accordo tra le parti”. “Non si comprende dunque -prosegue il consigliere - il paventato rischio di esubero del personale se solo si consideri che l’accordo del 2013 avrebbe avuto comunque come scadenza perentoria e naturale la data del giugno 2020 e che gli operatori di esercizio in capo al Ctp sono, ad oggi, qualche unità in più rispetto a quelle già in forza nel 2013, prima del contratto in questione. Il servizio, quindi, andava e va organizzato secondo questa tempistica e gli accordi nel frattempo sottoscritti per contratto. La responsabilità della situazione che si è venuta a creare non è quindi ascrivibile al Comune di Taranto e all'Amat che, invece, le hanno provate tutte per soddisfare le richieste del Consorzio Trasporti Pubblici”. Bitetti infine definisce comprensibile l'atteggiamento dei sindacati “per non lasciare nessun lavoratore a casa" e conclude:“In definitiva, a me sembra che oggi si faccia molto baccano intorno ad una vicenda che potrebbe essere gestita con vision, programmazione e riqualificazione dei servizi da parte del Ctp”.

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