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Mar, Set

Bellanova: “Produrre acciaio rispettando l'ambiente? Lo possiamo fare anche noi"

Bellanova: “Produrre acciaio rispettando l'ambiente?Se lo fanno gli altri lo possiamo fare anche noi"

Economia

Il neo ministro alle Politiche agricole Teresa Bellanova è intervenuta in queste ore ad un convegno organizzato a Ginosa dal PD. Tra i temi affrontati oltre alla crisi dell’acciaio, ("Un settore strategico" ndr) i problemi del comparto agricolo e la lotta alla Xylella. “Il Salento divenga campo di sperimentazione”. 

“L'acciaio è un settore strategico. Bisogna rafforzare il nostro essere seconda manifattura d’Europa e l’acciaio serve perché noi dobbiamo fare prodotti per innovare il settore agricolo. La sfida che abbiamo davanti tutti, organizzazioni sindacali, la politica, il Governo, è una sfida enorme: sconfiggere la paura dell’innovazione” Lo ha detto il ministro della Politiche agricole Teresa Bellanova, intervenendo a un convegno organizzato dal PD a Ginosa (Taranto).

“Alcuni affermano ‘se ci sono le macchine diminuisce il lavoro’, ma senza innovazione tu non competi, non riduce la quantità di lavoro se lo fai di qualità e se sei attrezzato per produrre in modo innovativo. – aggiunge il Ministro - Il punto è: se le macchine che servono per portare innovazione in agricoltura le producono imprese che stanno sul territorio nazionale oppure se le stesse devi andarle ad acquistare da altri paesi e portarle poi in aziende dove non riesci a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori perché non sono in grado di leggere le istruzioni scritte in tedesco o in inglese.  Se vogliamo avere lavatrici, frigoriferi, o quella che viene chiamata ‘l’industria del bianco’ che non delocalizza tutte le produzioni all’estero – prosegue - devi avere una produzione di acciaio in Italia che metta quelle imprese nella condizione di produrre. Altrimenti l’acciaio lo devi importare da nostri concorrenti dalla Germania o da paesi ancora più lontani”.

In merito al settore siderurgico con chiaro riferimento alla questione dello stabilimento di Taranto sottolinea: “L’acciaio è un settore strategico e può essere fattore di sviluppo perché se utilizzi la ricerca, la scienza, la tecnica puoi produrlo rispettando l’ambiente. Se lo possono fare gli altri lo possiamo fare anche noi”.  E ancora: “Per troppo tempo ci siamo distratti e abbiamo pensato “purché sia”,  come il lavoro “il lavoro purché sia”.

Sulla questione del caporalato lungamente contrastato dal ministro Bellanova, fenomeno endemico delle campagne pugliesi, tiene a precisare: “Ho ricevuto telefonate in questi giorni prima ancora di mettere piede al Ministero da parte di coltivatori e di tanti imprenditori agricoli che mi hanno detto “se vai al Governo ricordati che se non gestiamo i flussi migratori  non riusciamo a raccogliere i prodotti, perché stanno marcendo non trovando persone disposte a farlo. E noi siamo impegnati far la guerra ai migranti, a coloro che impediscono di creare ulteriore degrado nelle nostre campagne”

Il ministro poi affronta la questione xylella il cui batterio ha decimato migliaia di ulivi in Puglia spingendosi oramai anche nella provincia di Taranto. “Ricerca, ricerca, ricerca: il Salento sia un campo di sperimentazione a cielo aperto”, ha detto il ministro. “E' fondamentale - ha aggiunto - fermare l'avanzata del batterio verso le altre province pugliesi tenendo sotto stretto controllo i territori e intervenendo tempestivamente dove necessario. Ed è assolutamente prioritario rilanciare olivicoltura e attività frantoiane in Salento. E avere come obiettivo ineludibile la rigenerazione del paesaggio”.

Bellanova ha inoltre spiegato: “Con il Piano da 300 milioni di euro dovremo stimolare la rinascita dell'olivo in Salento. È una grande scommessa, ma è questa l'identità di quella terra”.

Necessari a tal fine gli incentivi per impiantare il Leccino, maggiormente resistente all’aggressione del batterio killer cosi “come è necessario rafforzare l'interlocuzione con Bruxelles per un sostegno forte, perché evidentemente la Xylella è una falla evidente del sistema di controllo alle frontiere rispetto all'ingresso di piante con batteri pericolosi”. “A tal fine – aggiunge - chiederemo alla Commissione Ue di sostenere in ogni modo il lavoro di migliaia di florovivaisti e agricoltori pugliesi”.

Ancora precisa: “Il resto dell'Italia è controllata e indenne”, mentre “nei mesi scorsi non sono mancati esempi di concorrenza sleale e di blocchi delle importazioni di materiale florovivaistico italiano per questa ragione”. “Possiamo vincere questa battaglia - ha concluso il ministro - se tutti saremo impegnati per lo stesso obiettivo. Che non può non essere la difesa e salvaguardia dell'olivicoltura salentina e la rigenerazione del paesaggio”.

Infine il ministro chiosa facendo riferimento al capoluogo jonico e ai "Giochi del Mediterraneo" che verranno disputati nel 2026. "I Giochi del Mediterraneo sono un’opportunità importante che ha questo territorio, questa regione, ma la sfida che abbiamo davanti, è che il Mediterraneo torni ad essere un mare di pace, il luogo dove c’è la vita, il rispetto della vita, dove non si individui il nemico da abbattere, o il povero o chi ha il colore della pelle diverso dal nostro come avversario, su cui concentrare la nostra rabbia e le nostre frustrazioni per i problemi che non siamo stati in grado di affrontare e di risolvere. Deve essere una terra accogliente. Che non significa attrarre qui tutta l’immigrazione ma tornare ad averla centralità nell’Europa, - spiega -  L’immigrazione non è un fenomeno che combatti urlando e isolandoti, ma ha un lungo periodo davanti a se', la devi risolvere sul territorio europeo e non solo italiano. Ci sono grandi differenze politiche anche all’interno di questo Governo  - conclude il ministro Bellanova - ma devi dare una risposta e cercare di avere il male minore, che in questo momento è contrastare chi pensa che individui il nemico e devii l’attenzione dai problemi veri, lo sviluppo, la qualità dello sviluppo, e l’emergenza vera che si chiama lavoro”.