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Lun, Ott

ArcelorMittal su film inchiesta: “Errate le informazioni su nostro mancato impegno”

ArcelorMittal su film inchiesta: “Errate le informazioni su nostro mancato impegno”

Economia

L’azienda mette le mani avanti e a poche ore dalla proiezione del docufilm “Mittal, il volto nascosto dell’Impero” del regista Jérôme Fritel in programma questa sera nei pressi del Cimitero del Quartiere Tamburi, tiene a precisare: “Ancora oggi continuiamo ad essere il primo produttore di acciaio in Europa ed abbiamo completato la nostra presenza sul territorio con l'acquisizione di Ilva”

“ArcelorMittal Italia precisa che il documentario che sarà proiettato questa sera a Taranto è stato realizzato nel 2014, a seguito della crisi dell'Eurozona e prima della costituzione di ArcelorMittal Italia. ArcelorMittal ha lavorato all'epoca con il team di produzione di documentari ARTE, fornendo accesso ad alcune delle sue operazioni e attività negli Stati Uniti, in Kazakistan e in Europa e consentendo di entrare in contatto con i componenti del suo Senior Management Team. Pur riconoscendo che a questi dirigenti è stato dato il tempo di esprimere il proprio punto di vista, la Società si rammarica che la squadra che ha realizzato il documentario non abbia accettato di intervistare i dirigenti di ArcelorMittal operanti in Francia e in Europa, soprattutto alla luce dei commenti contenuti nel documentario sulle attività del Gruppo nel territorio europeo”. 

 Il colosso dell’acciaio mette le mani avanti a poche ore dalla proiezione in anteprima mondiale del docufilm realizzato del regista Jérôme Fritel che racconta ciò che in tanti non conoscono dei processi di globalizzazione nell'ambito della siderurgia. L’inchiesta per la prima volta assoluta giungerà a Taranto proprio questa sera (in piazzale Savino, davanti al Cimitero di Taranto nel quartiere Tamburi). Ora l’azienda tiene a precisare in un comunicato la sua posizione. “Ricordiamo a coloro che guarderanno il documentario che, nel 2013, l'azienda ha perso 985 milioni di euro in Europa. – aggiunge ArcelorMittal - La decisione di sospendere le attività di alcuni altoforni nella regione europea è stata molto difficile, ma purtroppo necessaria a causa del notevole calo della domanda di acciaio in Europa dovuto alla crisi finanziaria globale del 2008 e alla successiva crisi nell'Eurozona. La domanda di acciaio è rimasta a lungo al di sotto del 29% rispetto ai livelli pre crisi negli anni intorno al 2014. – aggiunge - L'Europa era e rimane una regione molto importante per il Gruppo. Quasi la metà del nostro acciaio è prodotta in Europa”.

Im merito al contenuto l’azienda precisa: “Le affermazioni contenute nel documentario, secondo cui ArcelorMIttal non sarebbe stata impegnata nella produzione di acciaio in Europa, si sono rivelate errate, dato che ancora oggi continuiamo ad essere il primo produttore di acciaio in Europa ed abbiamo completato la nostra presenza sul territorio con l'acquisizione di Ilva”.

Infine chiosa: “Confermiamo il pieno impegno sia a portare avanti le attività che svolge in territorio europeo, dove produciamo 45 milioni di tonnellate e impieghiamo 89.000 persone, sia in Italia, dove stiamo investendo per realizzare un piano ambientale e industriale molto ambizioso, per un totale di 2,4 miliardi di euro”.