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Lun, Ott

Lavoratori CTP a rischio: ancora nessun accordo

Lavoratori CTP a rischio: ancora nessun accordo

Economia

Malgrado il confronto in Prefettura tra i sindacati e i vertici aziendali non si è giunti ad una soluzione che garantisca ai 18 lavoratori la continuità occupazionale. Dalle segreterie preannunciati scioperi nel trasporto pubblico

Nulla di fatto per i lavoratori dell’azienda CTP. Dopo un lungo confronto tra le Segreterie Aziendali e Territoriali del CTP di Taranto Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal, convocate in Prefettura e l’entourage aziendale e del socio di maggioranza, il presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, non si è giunti ad un accordo per evitare i 18 licenziamenti annunciati negli scorsi giorni.

I sindacati contestano tale decisione “una situazione che ha del paradossale – precisano in una nota - poiché l’Amat di Taranto, che ha internalizzato nuovamente il servizio delle linee 4 – 14 e 16, sta assumendo attraverso agenzia di somministrazione autisti per essere impegnati sullo stesso lavoro per cui CTP sta licenziando i propri dipendenti ormai con un esperienza consolidata”. In questo contesto dalle segreterie la richiesta in Prefettura di convocare a breve un tavolo interistituzionale tra Provincia, Comune di Taranto, CTP, Amat e Organizzazioni Sindacali per giungere ad “una soluzione che dia chiarezza”.

Dal mancato accordo necessario per i sindacati lo sciopero del trasporto pubblico locale nell’azienda CTP per le linee extraurbane. Disagi dunque ai cittadini della provincia “colpevoli solo di utilizzare il mezzo pubblico per raggiungere il posto di lavoro o agli studenti le scuole”. “Le istituzioni, la politica e gli enti preposti devono intervenire per evitare i 18 licenziamenti, in un territorio già martoriato dalla disoccupazione, - concludono i sindacati - che vede interessate due aziende pubbliche sane, che devono trovare una sintesi per salvaguardare i posti di lavoro e garantire un trasporto pubblico locale aderente alle esigenze dei cittadini evitando così disagi e danni al territorio ionico”.