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Ven, Dic

"Nella fabbrica condizioni inaccettabili"

"Nella fabbrica condizioni inaccettabili"

Economia

Interviene a poche ore dalla visita del Premier Conte il Segretario Generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso: “ Taranto è disponibile ancora ad essere “utile” alla Nazione, ma non al prezzo che ha dovuto pagare sinora”

Così il Segretario Generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso, all'indomani della visita a Taranto del Premier: “Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la visita nello stabilimento e nella città di Taranto di ieri, ha incontrato non solo cittadini ma anche gli operai, dagli interventi dei quali è emersa, più che la rabbia per il rischio della perdita del posto di lavoro, la  denuncia disperata di una condizione di lavoro dei diretti e degli indiretti ormai inaccettabile, anche sul piano della sicurezza, di una condizione socio ambientale fortemente compromessa, di un sistema sanitario non adeguato a dare risposte ai bisogni non solo di prevenzione ma anche di cura di tantissimi cittadini. Il Presidente Conte non ha offerto soluzioni pronte, ma è stato comunque acclamato dai lavoratori, perché finalmente un politico, peraltro del più alto rango della compagine governativa, è venuto a confrontarsi direttamente con loro, a dargli voce, a promettere di tornare per condividere anche con loro le eventuali soluzioni alla crisi che stiamo attraversando”.

Peluso evidenzia che se davvero la grande fabbrica dovesse chiudere, senza che siano stati previsti gli ingenti finanziamenti per opere di bonifica e di riconversione produttiva del territorio, si avrebbe una ricaduta pesantissima in termini sociali specie a livello territoriale e ciò andrebbe ad accentuare il  degrado sociale, la fuga dei giovani, l’aumento della criminalità e in particola dell' usura.
“Ma non possiamo più pensare che un agonizzante prolungamento della vita della fabbrica a Taranto, magari con un ulteriore riaffidamento alla gestione commissariale per anni, possa essere una soluzione credibile e accettabile, sapendo che per far questo occorrerebbe ripristinare condizioni quali l’immunità penale, decreti governativi che minimizzino gli effetti dell’intervento della magistratura, magari in assenza di risorse per ottemperare a prescrizioni ambientali, progetti industriali e così via. Le poche settimane che abbiamo di fronte, prima dell’abbandono definitivo dei Mittal, devono servire a trovare dunque soluzioni che non si basino più sul braccio di ferro tra interesse nazionale e territoriale.  Taranto è disponibile ancora ad essere “utile” alla Nazione, ma non al prezzo che ha dovuto pagare sinora”.