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Ven, Nov

San Cataldo salvaci tu

San Cataldo salvaci tu

Editoriali di Vincenzo Carriero

Non bastavano gli agenti inquinanti (arsenico e berillio) nell'area della Salina Grande. Pare ci siano anche ordigni e residuati bellici nei terreni, tanto da richiedere una specifica bonifica. Sono davvero sfortunati i tarantini: il nuovo ospedale rischia di saltare per aria prim'ancora che lo si costruisca

Ma cosa avranno fatto di tanto male i tarantini per avere il nuovo ospedale costruito su un’area come quella della Salina Grande?  Non bastava l’arsenico e il berillio: pericolosi agenti inquinanti. Sostanze dannose per la salute umana, con o senza l’ospedale a portata di mano. Adesso si viene a sapere che, negli stessi terreni, potrebbero trovarsi addirittura ordigni e residuati bellici. E va bene che la salute è “esplosa” da tempo dalle nostre parti, ma far scoppiare per aria anche un ospedale sembra davvero troppo. Persino nella Regione che ha la fortuna di annoverare Michele Emiliano assessore alla Salute. Che culo! Adoperarsi poi perché l’operazione possa effettuarsi prima che lo stesso venga costruito, appare perlomeno grottesco.  Non c’è bonifica che tenga quando il disastro è di tali proporzioni. Di grande la Salina è grande, ma di problemi più che di opportunità. Di controsensi in luogo di buonsenso e ragionevolezza. Tra corsi e ricorsi (no storici, ma giudiziari) su chi dovrà realizzare l’opera – e vistose incongruenze logiche - il San Cataldo nasce già malato. E non sappiamo se potrà servire un ospedale per curarlo.