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Gio, Nov

Finalmente Melucci

Finalmente Melucci

Editoriali di Vincenzo Carriero

Il primo cittadino jonico chiede la chiusura dell'area a caldo nell'ex Ilva. Noi di CosmoPolis plaudiamo alla sua iniziativa e facciamo sinceramente il tifo per lui. Ci chiediamo, soltanto: perche aspettare ancora? E non utilizzare lo strumento dell'ordinanza sindacale, dinanzi ad un accertato pericolo per la salute dei tarantini

Melucci s’è desta. Senza l'elmo di Scipio che s'è cinta la testa. Mameli non c’entra. Prima del patriottismo canoro, di stampo risorgimentale, viene la chiusura dell’area a caldo. Quella degli impianti che inquinano e disseminano morte, a Taranto. Quella delle produzioni a ciclo integrale, che solo nella città pugliese ancora resistono nonostante siano state dichiarate fuorilegge ovunque nel Belpaese dai brutti propositi. A pochi mesi dalle elezioni regionali, il sindaco di Taranto esce allo scoperto. Pronuncia parole forti e condivise. I maligni affermano che dietro questa sortita semantica, ci sia del calcolo elettorale. E la rielezione di Michele Emiliano a governatore di Puglia il prossimo mese di maggio. Può darsi, ma il punto non è questo. In politica le parole hanno ancora un senso compiuto, preludono azioni e bilanci consuntivi. Tutto il resto rischia di scivolare in dietrologia pruriginosa, da ancien règime. Chiudere l’area a caldo, rispondono stizziti i sindacati, significa tagliare altre 4000 unità lavorative. Per portare a termine questo sporco lavoro, basta e avanza il nuovo Ad di Arcelor Mittal: Lucia Morselli. La sua nomina servirà a questo, mica ad altro. Ad ognuno il tagliatore – o la tagliatrice – di teste che si merita. D’altronde, un’impresa che continua a perdere all’incirca 30 milioni di euro al mese non può che consegnarsi a questo epilogo. Con o senza la chiusura dell’area a caldo. Perché, allora, perdere ulteriore tempo? Perché non dare significato ad un futuro produttivo e culturale che si è già fatto tempo presente? Il sindaco di Taranto, in quanto massima autorità sanitaria cittadina, non ha bisogno di alcuno. Potrebbe chiudere l’area a caldo anche domattina, mediante lo strumento dell’ordinanza sindacale. E scippare a  Di Maio & company la quinta stella: quella di un ecologismo salottiero, più proclamato che realmente perseguito. Finalmente Melucci. Chiudere l’area a caldo sarebbe un capolavoro politico. Roba da libri di storia.