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Dom, Ago

Capitale di mare: una certa stampa tarantina già si frega le mani

Capitale di mare: una certa stampa tarantina già si frega le mani

Politica

L'Amministrazione Melucci distribuisce 80 mila euro, a giornali e tv locali, per promuovere il logo di "Taranto capitale di mare". E non è finita di certo qui. CosmoPolis è chiaramente fuori da questo esclusivo club di uomini liberi. Il monito dei consiglieri Battista e De Gennaro: "Sarebbe interessante conoscere criteri e parametri della selezione dei media degni di 'promuovere' e di ricevere denari, selezione che ne esclude più d’uno a favore di altri"

"Nella classifica nazionale per qualità della vita di dicembre 2018, Taranto è risultata terz’ultima in generale ed ultima nel settore 'affari e lavoro’. In tale contesto risulta difficile immaginare prioritaria la scelta di un nuovo “logo” cittadino, anzi d’un nuovo brand. Eppure in ciò si sono appena cimentati l’Amministrazione e l’agenzia di comunicazione 'Proforma'. Eravamo, da un secolo, l’unica e sola 'città dei due mari', a sottolineare l’eccezionale conformazione della nostra costa… vi basti cercare 'due mari' su Google per vedere quanto sia celebre quella definizione". Non lesinano critiche all'operato della Giunta Melucci i due consiglieri di opposizione: Battista e De Gennaro
"Da ieri - sottolineano - siamo invece 'capitale di mare': nel rifarci il look, tanto per cominciare, abbiamo perso un mare. Ma cosa abbiamo guadagnato? Sicuramente non il premio trasparenza, merito e professionalità, perché, lo apprendiamo da media che non hanno ricevuto alcuna smentita, parrebbe non sia stata percorsa la strada maestra del bando pubblico, ma quella dell’ennesimo affidamento diretto. Si aggiunga che la già menzionata agenzia di Bari 'Proforma', colta in fallo nell’aver utilizzato un’immagine ripresa dalla rete, senza aver evidentemente chiesto il permesso all’autore né aver corrisposto a lui alcun compenso, essa al contrario essendo lautamente ricompensata dal Comune, invece di scusarsi dello spiacevole 'disguido' s’è permessa di ironizzare sul tema, con toni e argomentazioni del tutto inadeguati. Quelli sì, degni di ironia, che infatti in queste ore impazza sui social, a detrimento dell’agenzia come pure di chi ci amministra e ci rappresenta. Probabilmente, se la faccenda fosse stata tutta qui, non saremmo intervenuti con questo comunicato.Faciloneria e improvvisazione sono ormai così diffuse che far loro guerra è far guerra alle mosche…".
Ma c’è ben altro, aggiungono i due esponenti politici. "All’importo di euro 7.400 corrisposto agli ideatori del logo si aggiungono 80.000 euro, e la cifra è destinata a crescere nelle prossime ore, da pagarsi a vari media per la 'promozione' del brand. Del resto, nelle premesse delle varie determine si dice chiaramente che ‘l’obiettivo, del brand, è quello di rendere Taranto destinazione turistica’. Il guaio è che i beneficiari di questi, al momento, 80.000 euro, sono tutti media locali e localissimi; che quindi riceveranno compensi pagati coi denari dei tarantini per raccontare ai tarantini che la loro è una città di mare! Ci permettiamo di osservare come il turismo, quello richiamato dalla stessa Amministrazione nella premessa appena menzionata, si faccia essenzialmente coi 'forestieri'. È a loro che va raccontata la bellezza, a loro va proposto il brand. Servono quindi testate nazionali o finanche locali, ma di luoghi diversi dal nostro. Siamo proprio all’ABC. E rimanendo all’ABC, sarebbe anche interessante conoscere criteri e parametri della selezione dei media degni di 'promuovere' e di ricevere denari, selezione che ne esclude più d’uno a favore di altri. Appare sempre più evidente come arbitrio e irrazionalità, per non dover pensare di peggio, siano le vere cifre della giunta Melucci".